Il Vitak­ka­san­tha­na Sut­ta, un testo che si tro­va nel Cano­ne Pali del Bud­di­smo The­ra­va­da, è par­ti­co­lar­men­te uti­le per noi medi­ta­to­ri. In effet­ti, a vol­te è chia­ma­to” La rimo­zio­ne del pen­sie­ro che distrae”. Abba­stan­za con­ve­nien­te­men­te, è anche un sut­ta mol­to bre­ve. Il Bud­d­ha inse­gna diver­si meto­di per lavo­ra­re con pen­sie­ri dif­fi­ci­li o distur­ban­ti. Par­la spe­ci­fi­ca­men­te di que­sti meto­di in ter­mi­ni di uti­li­tà per quan­do sia­mo sedu­ti in medi­ta­zio­ne, ma pen­so che que­sti sug­ge­ri­men­ti pos­sa­no esse­re usa­ti anche nel­la vita quotidiana.

Ecco come met­te­re in pra­ti­ca alcu­ni di que­sti meto­di. Sei sedu­to lì sul cusci­no e all’im­prov­vi­so hai que­sto pen­sie­ro dav­ve­ro for­te ed inquie­tan­te. Dal pun­to di vista del Bud­d­ha, un pen­sie­ro inquie­tan­te è qual­sia­si pen­sie­ro che por­ti a fare del male a te stes­so o agli altri. Potreb­be esse­re carat­te­riz­za­to da desi­de­rio o odio. Ave­re quel pen­sie­ro e pre­star­vi mol­ta atten­zio­ne ti costrin­ge ad agi­re in modo dan­no­so. Ma il Bud­d­ha offre alcu­ni meto­di per affron­ta­re quel pen­sie­ro pri­ma che si tra­sfor­mi in azione.

Se hai un pen­sie­ro dif­fi­ci­le, puoi “sosti­tuir­lo” pen­san­do a un pen­sie­ro posi­ti­vo o con­si­de­ran­do una qua­li­tà posi­ti­va, come l’a­mi­ci­zia o la com­pas­sio­ne. Tra­sfor­ma l’at­ten­zio­ne che vuo­le anda­re al pen­sie­ro dif­fi­ci­le in un pen­sie­ro di ami­ci­zia, e por­ta un sen­so di ami­ci­zia alla tua espe­rien­za, al fine di cam­bia­re il “tono” del pen­sie­ro difficile.

Per fare un esem­pio ordi­na­rio: stai aspet­tan­do qual­cu­no e alle 9:00 non c’è. I tuoi pen­sie­ri potreb­be­ro ini­zia­re a suo­na­re così: “OK, le nove e die­ci, cosa sta suc­ce­den­do?” 9:20: “Non mi ama­no”. 9:30: “Nes­su­no mi ama.” 9:40: “Odio il mon­do”. All’im­prov­vi­so la nar­ra­zio­ne cam­bia: “Non arri­va­no in tem­po per­ché sono scor­te­si e sconsiderati”.

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Inve­ce di con­ti­nua­re su que­sto sen­tie­ro di pen­sie­ri nega­ti­vi, il Bud­d­ha sug­ge­ri­sce di incor­po­ra­re una cer­ta fles­si­bi­li­tà nel tuo flus­so di coscien­za. Apri­ti sem­pli­ce­men­te ad un moti­vo diver­so per cui la per­so­na potreb­be esse­re in ritar­do. For­se han­no fret­ta di anda­re da qual­che altra par­te, o è suc­ces­so qual­co­sa che sfug­ge al loro con­trol­lo che ha impe­di­to loro di arri­va­re in tem­po. Se puoi, ampli­fi­ca anco­ra di più que­sto pen­sie­ro più posi­ti­vo. For­se è suc­ces­so qual­co­sa di mera­vi­glio­so al tuo ami­co, ed è per que­sto che sono in ritar­do. O for­se è suc­ces­so qual­co­sa di ter­ri­bi­le e devi offri­re loro compassione.

Il Bud­d­ha fon­da­men­tal­men­te sta dicen­do: non sal­ta­re alle con­clu­sio­ni. Non sai per­ché il tuo ami­co è in ritardo.

Ci sono altri meto­di che puoi usa­re per evi­ta­re di cade­re in cicli di pen­sie­ri. Nota quan­do usi le paro­le “sem­pre”, “nien­te”, “mai”, “nes­su­no”: que­ste sono tut­te paro­le che ampli­fi­ca­no e iper­bo­liz­za­no i pen­sie­ri distur­ban­ti. Quan­do pen­si: “Nes­su­no mi ama” o “Nien­te fun­zio­na nel­la mia vita”, met­ti in discus­sio­ne atti­va­men­te que­sti pen­sie­ri. È vero? È sem­pre vero? Cos’è que­sto pen­sie­ro? Potrei pen­sa­re qual­co­sa di com­ple­ta­men­te diverso?

In real­tà abbia­mo un pote­re incre­di­bi­le sui nostri pen­sie­ri, più pote­re di quan­to qual­sia­si pen­sie­ro abbia su di noi. Per attin­ge­re a que­sto pote­re, dob­bia­mo tro­va­re den­tro di noi il poten­zia­le crea­ti­vo del­la sag­gez­za e del­la compassione.