Quan­do osser­vi i pro­ces­si del tuo pen­sie­ro puoi tran­quil­la­men­te vede­re come esso gesti­sce la tua vita. Solo nei momen­ti di pau­sa tra tut­ti i tuoi pen­sie­ri, puoi veri­fi­ca­re un ini­zia­le risve­glio del­la tua men­te.

Vivia­mo nel perio­do del­l’ab­bon­dan­za di infor­ma­zio­ni, e que­sto ecces­so infor­ma­ti­vo è chia­ra­men­te fon­te di non atten­zio­ne in noi stes­si. Nel pro­fon­do caos di que­sta sovra-infor­ma­zio­ne non sia­mo pro­ba­bil­men­te mai in gra­do di sape­re dove la nostra men­te si tro­vi nel momen­to attua­le. La tua atten­zio­ne può tro­var­si così tal­men­te rapi­ta dal mon­do cir­co­stan­te che, in un cer­to sen­so, la tua men­te non è più vera­men­te tua. Non ci sono più “me” in quel pre­ci­so momen­to, una per­di­ta sostan­zia­le di con­sa­pe­vo­lez­za di noi stes­si.

La manie­ra miglio­re per riap­pro­priar­ti del­la tua atten­zio­ne con­sa­pe­vo­le è pra­ti­ca­re la medi­ta­zio­ne, dove il rap­por­to stret­to ed uni­co è con i tuoi pen­sie­ri.

Il pun­to di par­ten­za per sco­pri­re la vera natu­ra o la vera real­tà del­la tua men­te è pro­prio la con­sa­pe­vo­lez­za dei pen­sie­ri.

Non impor­ta cos’al­tro sta acca­den­do, il nostro pro­ces­so di pen­sie­ro è in ese­cu­zio­ne, un pen­sie­ro dopo l’al­tro. Come appa­io­no que­sti pen­sie­ri? Sono casua­li, cao­ti­ci, si pre­sen­ta­no all’im­prov­vi­so? Se pre­sti atten­zio­ne nel tem­po, la tua com­pren­sio­ne del pro­ces­so di pen­sie­ro diven­ta più chia­ra e pre­ci­sa. Sei in gra­do di vede­re sche­mi nei tuoi pen­sie­ri e nel­le tue rea­zio­ni abi­tua­li a que­sti sche­mi.

Il pun­to di par­ten­za per sco­pri­re la vera natu­ra o real­tà del­la tua men­te è pro­prio que­sta con­sa­pe­vo­lez­za dei pen­sie­ri.

Quan­do par­lia­mo di que­sta real­tà posi­ti­va del­la natu­ra del­la nostra men­te, spes­so ci sono dei malin­te­si. Potre­sti imma­gi­na­re que­sta natu­ra come un’en­ti­tà splen­den­te in uno spa­zio bel­lis­si­mo, dove tut­to è cal­mo, paci­fi­co e per­fet­to, non toc­ca­to da que­sto mon­do paz­zo.

Ma non esi­ste una cosa del gene­re. Per­ché? Per­ché caos e sani­tà men­ta­le coe­si­sto­no: dipen­do­no l’u­na dal­l’al­tra. Sen­za fol­lia, non c’è sani­tà men­ta­le. Quin­di, per favo­re, non pre­oc­cu­par­ti dei tuoi pen­sie­ri e del caos del­la tua men­te. Pos­so­no ser­vi­re come base per la tua tra­sfor­ma­zio­ne.

Quan­do guar­di i tuoi pen­sie­ri e le tue emo­zio­ni, il pun­to di par­ten­za è mol­to impor­tan­te. È come la teo­ria del caos, che esa­mi­na le dina­mi­che di siste­mi alta­men­te sen­si­bi­li. Un cam­bia­men­to mol­to pic­co­lo all’i­ni­zio o al pun­to di par­ten­za di un movi­men­to fa sì che il siste­ma si com­por­ti in modo com­ple­ta­men­te diver­so e quel cam­bia­men­to mol­to pic­co­lo può fare una gran­de dif­fe­ren­za dopo un po ‘. Un esem­pio spes­so cita­to nel­la cul­tu­ra popo­la­re è l ’ ”effet­to far­fal­la”, in cui una far­fal­la che sbat­te le ali nel­le fore­ste del Bra­si­le potreb­be cau­sa­re un ura­ga­no nel Mar Cine­se Orien­ta­le.

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È lo stes­so con i pen­sie­ri. Potre­sti ave­re solo un bar­lu­me di pen­sie­ro cri­ti­co su qual­cu­no. Sem­bra così pic­co­lo e inno­cuo. Ma quel pic­co­lo pen­sie­ro ha il poten­zia­le per inten­si­fi­ca­re e colo­ra­re il tuo pros­si­mo pen­sie­ro, ed il pros­si­mo, alla fine, inne­sca sche­mi abi­tua­li radi­ca­ti che han­no un gran­de effet­to.

Sup­po­ni di aver nota­to che un col­le­ga non ha rispo­sto alla tua richie­sta di un incon­tro sen­si­bi­le ma ha il tem­po di pub­bli­ca­re foto per tut­ti i suoi ami­ci su Face­book. Pri­ma sei pre­so alla sprov­vi­sta, poi sei irri­ta­to, indi­gna­to e infi­ne arrab­bia­to. Ti sen­ti obbli­ga­to a fare qual­co­sa e ini­zia­re a pro­va­re un discor­so pun­gen­te. Sei così distrat­to da que­sti pen­sie­ri che sei in ritar­do e impre­pa­ra­to per il tuo incon­tro!

La cosa inte­res­san­te è che all’in­ter­no del­l’ap­pa­ren­te caos o casua­li­tà dei nostri pen­sie­ri, ci sono model­li, inclu­so il modo in cui i nostri pen­sie­ri ed emo­zio­ni inte­ra­gi­sco­no. In mol­te scrit­tu­re bud­di­ste tra­di­zio­na­li, non c’è dav­ve­ro nes­su­na paro­la per “emo­zio­ne” distin­ta dal­la nozio­ne di “pen­sie­ro”. Inve­ce, i pen­sie­ri sono visti come sem­pre in gio­co con le nostre ener­gie emo­ti­ve, gui­dan­do­le in un modo o nel­l’al­tro.

Quin­di, quan­do si mani­fe­sta un pen­sie­ro nega­ti­vo, le emo­zio­ni diven­ta­no nega­ti­ve. La tua men­te si sen­te distur­ba­ta, dolo­ro­sa e con­fu­sa. Quan­do non c’è pen­sie­ro, le tue ener­gie emo­ti­ve sono solo pura ener­gia, chia­ra con­sa­pe­vo­lez­za e la bel­lis­si­ma ener­gia del­la sag­gez­za.

Non impor­ta se que­sti sche­mi sem­bra­no esse­re cao­ti­ci o ordi­na­ti. Qua­lun­que sia il pro­ces­so, puoi inve­sti­gar­lo attra­ver­so la tua con­tem­pla­zio­ne e medi­ta­zio­ne. Una vol­ta che hai ini­zia­to su que­sta stra­da, il pas­so suc­ces­si­vo è guar­da­re alla natu­ra del pen­sie­ro stes­so.

Abbia­mo così tan­ti pen­sie­ri – pen­sie­ri posi­ti­vi, pen­sie­ri nega­ti­vi, pen­sie­ri gros­so­la­ni, pen­sie­ri sot­ti­li – ma quan­do guar­di diret­ta­men­te e da vici­no qual­sia­si pen­sie­ro, o qual­sia­si emo­zio­ne, per­ce­zio­ne o appa­ren­za del­la men­te, cosa vedi?

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La pri­ma cosa che vedi è che il pen­sie­ro che stai guar­dan­do scom­pa­re. Non appe­na pen­si: “Oh, c’è un pen­sie­ro, lo guar­de­rò”, non c’è più. E dopo che il pen­sie­ro è sva­ni­to, cosa vedi?

Tra il dis­sol­vi­men­to di un pen­sie­ro e il sor­ge­re del suc­ces­si­vo, c’è un vuo­to, uno spa­zio aper­to. Quan­do sor­ge un pen­sie­ro, rima­ne lì solo per un momen­to, poi ini­zia a dis­sol­ver­si. Quan­do si dis­sol­ve, c’è uno spa­zio chia­ro e aper­to dove non acca­de nul­la fino al pen­sie­ro suc­ces­si­vo. Se riu­scia­mo a lasciar anda­re, ripo­sa­re e rilas­sar­ci com­ple­ta­men­te, allo­ra, quel pre­ci­so pun­to in cui i pen­sie­ri sva­ni­sco­no, è dove tro­ve­re­mo la nostra natu­ra­le libe­ra­zio­ne, il nostro cuo­re genui­na­men­te risve­glia­to.

Con que­ste lacu­ne momen­ta­nee, i nostri pen­sie­ri cao­ti­ci sono piut­to­sto gen­ti­li, per­met­ten­do­ci di dar­ci una pau­sa e una pos­si­bi­li­tà di risve­glio. Ma di soli­to non coglia­mo que­sta oppor­tu­ni­tà. Ci pas­sia­mo sopra. Sia­mo attac­ca­ti al nostro sche­ma impe­gna­to e mania­ca­le del lavo­ro che ci fa pas­sa­re al pen­sie­ro suc­ces­si­vo, al momen­to suc­ces­si­vo, alla pros­si­ma espe­rien­za. Que­sto è uno dei model­li prin­ci­pa­li del­la nostra men­te: esse­re sem­pre in movi­men­to, inve­ce di fer­mar­si e ripo­sa­re dove sia­mo, anche per un momen­to.

Seb­be­ne i pen­sie­ri sia­no momen­ta­nei, sem­bra che la nostra men­te stia sem­pre pen­san­do. Que­sto per­ché non notia­mo le lacu­ne. Creia­mo l’il­lu­sio­ne del­la con­ti­nui­tà col­le­gan­do i pen­sie­ri insie­me sen­za solu­zio­ne di con­ti­nui­tà, in modo che abbia­no una sen­sa­zio­ne di per­ma­nen­za e uni­tà.

Ecco per­ché nel Bud­di­smo vie­ne inse­gna­to che ogni pen­sie­ro momen­ta­neo è come un anel­lo di una cate­na che si col­le­ga a un altro anel­lo del­la cate­na, e così via. Chis­sà dove è ini­zia­ta la cate­na o dove fini­rà? Ad un cer­to pun­to, sen­za nem­me­no saper­lo, abbia­mo crea­to una cate­na che ci lega effi­ca­ce­men­te. Sia­mo pri­gio­nie­ri dei nostri pen­sie­ri. I pen­sie­ri posi­ti­vi a cui ci attac­chia­mo pos­so­no crea­re una bel­la cate­na d’o­ro, ma sia­mo anco­ra lega­ti.

Per rag­giun­ge­re i nostri obiet­ti­vi, è impor­tan­te, per noi, ave­re una buo­na com­pren­sio­ne dei nostri pen­sie­ri e di come i model­li stes­si ci con­trol­la­no. Abbia­mo anche biso­gno degli stru­men­ti del­la medi­ta­zio­ne per svi­lup­pa­re la nostra con­sa­pe­vo­lez­za al pun­to da vede­re la vera natu­ra dei pen­sie­ri come inse­pa­ra­bi­le da que­sto cuo­re risve­glia­to e da que­sta men­te di bud­d­ha.

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Quan­do puoi vede­re l’in­te­ro display e lasciar­lo anda­re, c’è la libe­ra­zio­ne ed è pro­prio lì. Non la libe­ra­zio­ne in sen­so reli­gio­so, ma la sem­pli­ce liber­tà dal­l’es­se­re con­trol­la­to dai tuoi pen­sie­ri. Non devi pren­der­lo per fede. Puoi sco­prir­lo da solo. Man mano che ti avvi­ci­ni ad esso, puoi sen­tir­lo e poi final­men­te puoi veder­lo.

Soprat­tut­to in que­sto pro­ces­so, dob­bia­mo ave­re una vera misu­ra di com­pas­sio­ne per noi stes­si e per gli altri. Anche se è poco, può comun­que ave­re un effet­to pro­fon­do e di vasta por­ta­ta, come il bat­ti­to d’a­li del­la nostra far­fal­la.

Eser­ci­zio: spez­za le cate­ne del pen­sie­ro
La pra­ti­ca del­la medi­ta­zio­ne sedu­ta è un mez­zo per cal­ma­re la nostra men­te e ral­len­ta­re lo slan­cio dei nostri pen­sie­ri. Di con­se­guen­za, pos­sia­mo vede­re le dina­mi­che del­la men­te più chia­ra­men­te. Pos­sia­mo vede­re come anel­lo dopo anel­lo creia­mo la cate­na di pen­sie­ri che ci lega e come pos­sia­mo dis­sol­ver­la.

Per pri­ma cosa vedia­mo che non abbia­mo il con­trol­lo dei nostri pen­sie­ri; han­no il con­trol­lo di noi. Con­ti­nua­no a veni­re, agi­tan­do la nostra men­te, ren­den­do­ci dif­fi­ci­le resta­re fer­mi.

Allo­ra vedia­mo che i nostri pen­sie­ri non riman­go­no solo pen­sie­ri. Gra­zie a loro, par­lia­mo e intra­pren­dia­mo varie azio­ni, sag­gia­men­te o incau­ta­men­te. Quin­di le nostre azio­ni sono gover­na­te anche dai nostri pen­sie­ri. E dal­le azio­ni deri­va­no le con­se­guen­ze, e da que­ste con­se­guen­ze deri­va­no tut­te le nostre espe­rien­ze di feli­ci­tà e gio­ia o sof­fe­ren­za e dolo­re.

Veden­do que­sti model­li, cono­scia­mo la nostra men­te in modo che fun­zio­ni meglio per noi e ci aiu­ti a rag­giun­ge­re i nostri obiet­ti­vi in ​​que­sta vita. Oltre a ciò, pos­sia­mo rico­no­sce­re la natu­ra stes­sa del­la nostra men­te, che dal pun­to di vista bud­di­sta è risve­glia­ta fin dal­l’i­ni­zio.

Non dob­bia­mo lavo­ra­re sodo ed esse­re bra­vi bam­bi­ni per crea­re que­sta men­te risve­glia­ta. È sem­pre lì, ma è sem­pli­ce­men­te oscu­ra­ta, coper­ta da stra­ti di con­fu­sio­ne. Vedia­mo che i pen­sie­ri sono momen­ta­nei, sor­go­no e poi si dis­sol­vo­no, e nel­lo spa­zio aper­to tra di loro pos­sia­mo, infi­ne, sco­pri­re la men­te risve­glia­ta.