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Gli stu­den­ti di Zen stan­no coi loro mae­stri alme­no die­ci anni pri­ma di pre­su­me­re di poter inse­gna­re a loro vol­ta. Nan-in rice­vet­te la visi­ta di Ten­no, che dopo aver fat­to il con­sue­to tiro­ci­nio era diven­ta­to inse­gnan­te.

Era un gior­no pio­vo­so, per­ciò Ten­no por­ta­va zoc­co­li di legno e ave­va con sé l’om­brel­lo. Dopo aver­lo salu­ta­to, Nan-in dis­se: “Imma­gi­no che tu abbia lascia­to gli zoc­co­li nel­l’an­ti­ca­me­ra. Vor­rei sape­re se hai mes­so l’om­brel­lo alla destra o alla sini­stra degli zoc­co­li”.

Ten­no, scon­cer­ta­to, non sep­pe rispon­de­re subi­to. Si rese con­to che non sape­va por­ta­re con sé il suo Zen in ogni istan­te. Diven­tò allie­vo di Nan-in e stu­diò anco­ra sei anni per per­fe­zio­na­re il suo Zen di ogni istan­te.

La posizione Zazen – Cosa (non) cercare

Quan­do tene­te la posi­zio­ne zazen, la posi­zio­ne sedu­ta, in silen­zio, in ascol­to del vostro respi­ro, allo­ra avre­te il ret­to sta­to men­ta­le, per­ciò non è affat­to neces­sa­rio cer­ca­re di rag­giun­ge­re qual­che sta­to spe­cia­le. Quan­do cer­ca­te di rag­giun­ge­re qual­co­sa la vostra men­te comin­cia a vaga­re in qual­che altro luo­go; quan­do cer­ca­te di non otte­ne­re nien­te allo­ra ave­te il cor­po e la men­te qui, pro­prio qui, sta­te solo sedu­ti in silen­zio ascol­tan­do il respi­ro, non è nien­te di spe­cia­le. 

Questo ascolto

Con que­sto ascol­to mol­to bel­lo che ho scel­to per voi ci avvi­ci­ne­re­mo allo Zen ascol­tan­do l’ar­te di esse­re ad una span­na da ter­ra.

Il signi­fi­ca­to rea­le è che gli uomi­ni non sono mai sta­ti non sono ed infi­ne nel futu­ro non saran­no sem­pre ugua­li, anzi sot­to tut­te le lati­tu­di­ni ed in tut­ti i tem­pi le civil­tà ed anche loro mae­stri han­no costrui­to modi total­men­te dif­for­mi di cono­sce­re il mon­do

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Sola­men­te appro­fon­den­do e riu­nen­do insie­me que­ste filo­so­fie ecer­can­do le vere ana­lo­gie, pos­sia­mo pro­ba­bil­men­te otte­ne­re un aumen­to rea­le del nostro sape­re sul­la vita. L’e­sem­pio è quel­lo del guar­da­re solo con un occhio o com­bi­nan­do entram­bi gli occhi. Unen­do la visio­ne di tut­ti e due gli occhi otte­nia­mo quel­la che si chia­ma pro­fon­di­tà di cam­po. Le mol­te­pli­ci visio­ni del mon­do aumen­ta­no la pro­fon­di­tà del pen­sie­ro

E’ sem­pre sta­to mol­to dif­fi­ci­le defi­ni­re lo Zen. Non è una cosa, non è un aspet­to del­l’e­spe­rien­za che si pos­sa defi­ni­re con un con­cet­to od una paro­la; si potreb­be dire che è un pro­ces­so. un pro­ces­so di dimen­ti­ca­re, di disap­pren­de­re, di abban­do­na­re le ideo­lo­gie e tut­te le for­me fis­se di pen­sie­ro e di sen­ti­men­to per mez­zo del­le qua­li la men­te cer­ca di affer­ra­re la pro­pria vita.

Buo­na let­tu­ra e buo­na visio­ne

Max Mala­car­ne