Lao­zi, (in cine­se: “Master Lao” o “Old Master”) nome ori­gi­na­le Li Er, divi­niz­za­to come Lao Jun, Tai Shang Lao-Jun o Tai Shang Xua­nyuan Huang­di , chia­ma­to anche Lao Dun o Lao Dan , è sta­to il pri­mo filo­so­fo del taoi­smo cine­se ed il pre­sun­to auto­re del Tao Te Ching (Il Libro del­la Via e del­la Vir­tù), uno dei prin­ci­pa­li scrit­ti Taoi­sti. Gli stu­dio­si moder­ni esclu­do­no la pos­si­bi­li­tà che il Dao­de­jing sia sta­to scrit­to da una sola per­so­na, ma rico­no­sco­no pron­ta­men­te l’in­fluen­za del daoi­smo sul­lo svi­lup­po del bud­di­smo. Lao­zi è vene­ra­to come filo­so­fo dai con­fu­cia­ni e come san­to o dio nel­la reli­gio­ne popo­la­re ed era ado­ra­to, inol­tre, come ante­na­to impe­ria­le duran­te la dina­stia Tang (618–907).

La vita di Lao Tzu

Nono­stan­te la sua impor­tan­za sto­ri­ca, Lao­zi rima­ne una figu­ra oscu­ra. La prin­ci­pa­le fon­te di infor­ma­zio­ni sul­la sua vita è una bio­gra­fia inShi­ji (“Records of the Histo­rian”) di Sima Qian. Que­sto sto­ri­co, che scris­se intor­no al 100 A.C., ave­va poche infor­ma­zio­ni soli­de sul filo­so­fo. Dice che Lao­zi era ori­gi­na­rio di Quren, un vil­lag­gio nel distret­to di Hu nel­lo sta­to di Chu, che cor­ri­spon­de al moder­no Luyi nel­la par­te orien­ta­le del­la pro­vin­cia di Henan. Il suo cogno­me era Li, il suo nome pro­prio Er, il suo nome Dan. Fu nomi­na­to all’uf­fi­cio di shi pres­so la cor­te rea­le del­la dina­stia Zhou ( c. 1046-256 AC ). Shi oggi signi­fi­ca “sto­ri­co”, ma nel­l’an­ti­ca Cina gli shi era­no stu­dio­si spe­cia­liz­za­ti in mate­rie come l’a­stro­lo­gia e la divi­na­zio­ne ed era­no inca­ri­ca­ti di libri sacri .

Dopo aver pre­so atto del­lo sta­to civi­le di Lao­zi, lo sto­ri­co pro­ce­de a met­te­re in rela­zio­ne un cele­bre ma discu­ti­bi­le incon­tro del vec­chio taoi­sta con il gio­va­ne Con­fu­cio (551–479 A.C. ). La sto­ria è sta­ta mol­to discus­sa dagli stu­dio­si; è men­zio­na­to altro­ve, ma le fon­ti sono così incoe­ren­ti e con­trad­dit­to­rie che l’in­con­tro sem­bra una sem­pli­ce leg­gen­da. Duran­te la pre­sun­ta inter­vi­sta, Lao Tzu ha incol­pa­to Con­fu­cio per il suo orgo­glio e la sua ambi­zio­ne, e Con­fu­cio è rima­sto così impres­sio­na­to da Lao­zi che lo ha para­go­na­to ad un dra­go che sale ver­so il cie­lo, caval­can­do i ven­ti e le nuvole.

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Non meno leg­gen­da­rio è un viag­gio di Lao­zi ad ove­st. Ren­den­do­si con­to che la dina­stia Zhou era in decli­no, il filo­so­fo par­tì e arri­vò al pas­so Xian­gu, che era l’in­gres­so del­lo sta­to di Qin. Yin­xi, il leg­gen­da­rio guar­dia­no del pas­so ( guan­ling), lo pre­gò di scri­ve­re un libro per lui. Quin­di, Lao­zi scris­se un libro in due sezio­ni di 5.000 carat­te­ri, in cui espo­ne­va le sue idee sul Tao (let­te­ral­men­te “Via”) e sul de (la sua “vir­tù”): il Dao­de­jing. Poi se n’è anda­to e “nes­su­no sa cosa gli sia suc­ces­so”, dice Sima Qian.

Dopo il rac­con­to del viag­gio di Lao­zi e del­la reda­zio­ne del libro, Sima Qian allu­de ad altre per­so­ne con cui Lao­zi è sta­to tal­vol­ta iden­ti­fi­ca­to. Uno era Lao Lai­zi, un con­tem­po­ra­neo daoi­sta di Con­fu­cio; un altro era un gran­de astro­lo­go di nome Dan. Sima Qian aggiun­ge: “For­se Lao­zi ha vis­su­to cen­to­cin­quan­ta anni, alcu­ni dico­no più di due­cen­to anni”. Dal momen­to che gli anti­chi cine­si cre­de­va­no che gli uomi­ni supe­rio­ri pote­va­no vive­re mol­to a lun­go, è natu­ra­le che i Taoi­sti accre­di­tas­se­ro i loro Mae­stri di una lon­ge­vi­tà fuo­ri dal comu­ne, ma que­sta è for­se una tra­di­zio­ne piut­to­sto tar­di­va per­ché Zhuang­zi, il sag­gio taoi­sta del 4 ° seco­lo AC, par­la anco­ra del­la mor­te di Lao­zi sen­za sot­to­li­nea­re una inso­li­ta longevità.

Per spie­ga­re per­ché la vita di Lao­zi è così avvol­ta nel­l’o­scu­ri­tà, Sima Qian dice che era un gen­ti­luo­mo ere­mi­ta la cui dot­tri­na con­si­ste­va nel non agi­re, nel col­ti­va­re uno sta­to di cal­ma inte­rio­re e purez­za del­la men­te. In effet­ti, in tut­ta la sto­ria del­la Cina, ci sono sem­pre sta­ti ere­mi­ti che han­no evi­ta­to la vita mon­da­na. L’au­to­re (o gli auto­ri) del Dao­de­jing era pro­ba­bil­men­te una per­so­na di que­sto tipo che non ha lascia­to trac­cia del­la sua vita.

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La que­stio­ne se ci fos­se un Lao­zi sto­ri­co è sta­ta sol­le­va­ta da mol­ti stu­dio­si, ma è piut­to­sto ozio­sa. Il Dao­de­jing, così come lo abbia­mo, non può esse­re ope­ra di un solo auto­re; alcu­ni dei suoi det­ti potreb­be­ro risa­li­re al tem­po di Con­fu­cio; altri sono sicu­ra­men­te suc­ces­si­vi; e una ver­sio­ne del testo è sta­ta ritro­va­ta in un sito archeo­lo­gi­co a Guo­dian che risa­le a pri­ma del 300 AC. A cau­sa di que­sti fat­ti, alcu­ni stu­dio­si han­no asse­gna­to la pater­ni­tà del Dao­de­jing all’a­stro­lo­go Dan; men­tre altri, dan­do cre­di­to ad una genea­lo­gia dei discen­den­ti del filo­so­fo, che è lega­to alla bio­gra­fia di Sima Qian, ten­de a posi­zio­na­re la vita di Lao Dan alla fine del 4 ° seco­lo AC. Ma que­sta genea­lo­gia dif­fi­cil­men­te può esse­re con­si­de­ra­ta sto­ri­ca. Pro­va solo che al tem­po di Sima Qian una cer­ta fami­glia Li soste­ne­va di discen­de­re dal sag­gio taoi­sta; non for­ni­sce una base per accer­ta­re l’e­si­sten­za di que­sti ulti­mi. Il nome Lao­zi sem­bra rap­pre­sen­ta­re un cer­to tipo di sag­gio piut­to­sto che un individuo.

Leggende agiografiche

Al di là del­la bio­gra­fia nel­la Shi­ji e spo­ra­di­che men­zio­ni in altri libri anti­chi, diver­se agio­gra­fie sono sta­ti scrit­te dal 2 ° seco­lo dopo cri­sto in poi. Que­ste sono inte­res­san­ti per la sto­ria del­la for­ma­zio­ne del Taoi­smo reli­gio­so. Duran­te la dina­stia Han orien­ta­le o suc­ces­si­va (25–220 D.C.), Lao­zi era già diven­ta­to una figu­ra miti­ca che era ado­ra­to dal popo­lo e occa­sio­nal­men­te da un impe­ra­to­re. Suc­ces­si­va­men­te, nei cir­co­li reli­gio­si, diven­ne Lord Lao (Lao Jun), rive­la­to­re di testi sacri e sal­va­to­re del­l’u­ma­ni­tà. C’e­ra­no diver­se sto­rie sul­la sua nasci­ta, una del­le qua­li è sta­ta influen­za­ta dal­la leg­gen­da del­la nasci­ta mira­co­lo­sa di Bud­d­ha. Si dice che la madre di Lao­zi lo abbia par­to­ri­to per 72 anni nel suo grem­bo e che sia entra­to nel mon­do attra­ver­so il suo fian­co sini­stro. Una leg­gen­da for­ni­sce una spie­ga­zio­ne del nome del­la sua fami­glia, Li: il bam­bi­no è venu­to alla luce ai pie­di di un albe­ro di pru­gne ( li ) e ha deci­so che li (“pru­gna”) dove­va esse­re il suo cogno­me. Due leg­gen­de era­no par­ti­co­lar­men­te impor­tan­ti nel cre­do dei daoi­sti. Secon­do la pri­ma, si cre­de­va che il Lao Jun aves­se adot­ta­to per­so­na­li­tà diver­se nel cor­so del­la sto­ria e fos­se sce­so sul­la ter­ra diver­se vol­te per istrui­re i gover­nan­ti sul­la dot­tri­na daoi­sta. La secon­da leg­gen­da si è svi­lup­pa­ta dal­la sto­ria del viag­gio di Lao­zi in occi­den­te. In que­sto rac­con­to si pen­sa­va che il Bud­d­ha non fos­se altro che lo stes­so Lao­zi. Nel cor­so del 3° seco­lo dopo cri­sto, un libro apo­cri­fo è sta­to fab­bri­ca­to su que­sto tema, al fine di com­bat­te­re la pro­pa­gan­da bud­d­hi­sta. Que­sto libro, il Lao­zi huhua­jing (“Con­ver­sio­ne dei bar­ba­ri di Lao­zi”), in cui il bud­di­smo era pre­sen­ta­to come un tipo infe­rio­re di daoi­smo, era spes­so con­dan­na­to dal­le auto­ri­tà impe­ria­li cinesi.

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Lao­zi non ha mai ces­sa­to di esse­re gene­ral­men­te rispet­ta­to in tut­ti gli ambien­ti cine­si. Per i con­fu­cia­ni era un filo­so­fo vene­ra­to; per le per­so­ne era un san­to o un dio; e per i Taoi­sti era un’e­ma­na­zio­ne del Dao ed una del­le loro più gran­di divinità.