La pri­ma pro­va evi­den­te del­la dif­fu­sio­ne del bud­di­smo al di fuo­ri del­l’In­dia risa­le al regno del re Asho­ka (3 ° seco­lo AC ), le cui iscri­zio­ni mostra­no l’in­vio di mis­sio­na­ri bud­di­sti in diver­se regio­ni del sub­con­ti­nen­te, così come in alcu­ne zone di con­fi­ne. Gli emis­sa­ri di Asho­kan furo­no invia­ti nel­lo Sri Lan­ka e in un’a­rea chia­ma­ta Suvar­na­b­hu­mi, che mol­ti stu­dio­si moder­ni han­no iden­ti­fi­ca­to con il pae­se Mon nel sud del Myan­mar (Bir­ma­nia) e nel­la Tai­lan­dia cen­tra­le .

Sri Lanka

Secon­do la tra­di­zio­ne sin­ga­le­se, il bud­di­smo ha mes­so radi­ci nel­lo Sri Lan­ka subi­to dopo l’ar­ri­vo del figlio di Asho­ka, il mona­co Mahin­da e sei com­pa­gni. Que­sti mona­ci con­ver­ti­ro­no il re Deva­nam­piya Tis­sa e gran par­te del­la nobil­tà. Il re Tis­sa costruì il mona­ste­ro di Maha­vi­ha­ra, che diven­ne il cen­tro prin­ci­pa­le del­la ver­sio­ne del bud­di­smo The­ra­va­da che alla fine era domi­nan­te nel­lo Sri Lan­ka. Dopo la mor­te di Tis­sa (c. 207 AC ), lo Sri Lan­ka ven­ne gover­na­to da vari re, dal sud del­l’In­dia fino al momen­to del re Dut­tha­ga­ma­ni (101–77 AC ), un discen­den­te di Tis­sa, che rove­siò il regno di Ela­ra. L’as­so­cia­zio­ne di Dut­tha­ga­ma­ni al bud­di­smo ha chia­ra­men­te raf­for­za­to i lega­mi del­la reli­gio­ne con le isti­tu­zio­ni poli­ti­che del­lo Sri Lan­ka.

Nel perio­do post-Dut­tha­ga­ma­ni, la tra­di­zio­ne Maha­vi­ha­ra si svi­lup­pò insie­me ad altre tra­di­zio­ni mona­sti­che del­lo Sri Lan­ka. Le cro­na­che ripor­ta­no che nel­la secon­da metà del 1 ° seco­lo AC , il re Vat­ta­ga­ma­ni con­vo­cò un con­si­glio bud­di­sta (il quar­to nel­la resa dei con­ti sin­ga­le­se). Si dice che lo stes­so re abbia spon­so­riz­za­to la costru­zio­ne del mona­ste­ro di Abha­ya­gi­ri, che alla fine inclu­de­va mona­ci Hina­ya­na, Maha­ya­na e per­si­no Vaj­ra­ya­na. Seb­be­ne que­ste ten­den­ze cosmo­po­li­te fos­se­ro invi­se ai mona­ci Maha­vi­ha­ra, furo­no aper­ta­men­te soste­nu­te dal re Maha­se­na (276–303 CE ). Sot­to il figlio di Maha­se­na, Shri Megha­van­na, il “den­te del Bud­d­ha” fu por­ta­to negli Abha­ya­gi­ri, dove fu suc­ces­si­va­men­te man­te­nu­to e vene­ra­to nel pal­la­dio rea­le.

Duran­te il 1 ° mil­len­nio, la tra­di­zio­ne The­ra­va­da nel­lo Sri Lan­ka ha con­vis­su­to con varie for­me di indui­smo, bud­di­smo Maha­ya­na e bud­di­smo Vaj­ra­ya­na. Con il decli­no del bud­di­smo in India, subì un gran­de risve­glio e una rifor­ma in Sri Lan­ka, dove le tra­di­zio­ni The­ra­va­da del Maha­vi­ha­ra diven­ne­ro par­ti­co­lar­men­te impor­tan­ti. Lo Sri Lan­ka diven­ne un regno The­ra­va­da con un san­gha che ven­ne uni­fi­ca­to sot­to la gui­da di Maha­vi­ha­ra e gover­na­to da un monar­ca che legit­ti­mò il suo domi­nio in ter­mi­ni di The­ra­va­da. Que­sta tra­di­zio­ne The­ra­va­da di recen­te costi­tu­zio­ne si è suc­ces­si­va­men­te dif­fu­sa dal­lo Sri Lan­ka nel sud-est asia­ti­co, dove ha eser­ci­ta­to una for­te influen­za.

Nei pri­mi tem­pi moder­ni lo Sri Lan­ka cad­de in pre­da alle poten­ze colo­nia­li occi­den­ta­li. I por­to­ghe­si (1505–1658) e gli olan­de­si (1658–1796) pre­se­ro il con­trol­lo del­le aree costie­re, e suc­ces­si­va­men­te gli ingle­si (1794–1947) pre­se­ro il con­trol­lo del­l’in­te­ra iso­la. Il bud­di­smo subì note­vo­li per­tur­ba­zio­ni sot­to il domi­nio por­to­ghe­se ed olan­de­se e decad­de il lignag­gio del­le ordi­na­zio­ni supe­rio­ri. Nel 18 ° seco­lo, tut­ta­via, il re Kit­ti­si­ri Raja­siah (1747–1781), che gover­na­va nel­le regio­ni mon­tuo­se, invi­tò i mona­ci del Siam (Thai­lan­dia) a rifor­ma­re il bud­di­smo e ripri­sti­na­re i lignag­gi del­le ordi­na­zio­ni supe­rio­ri.

Alla fine del XVIII e XIX seco­lo, la comu­ni­tà mona­sti­ca in Sri Lan­ka fu divi­sa in tre cor­pi prin­ci­pa­li. Il Siam Nika­ya, fon­da­ta duran­te la rifor­ma del­la fine del XVIII seco­lo, era una set­ta con­ser­va­tri­ce e ric­ca che ammet­te­va solo mem­bri del Goy­i­ga­ma, la più alta casta sin­ga­le­se. La set­ta Ama­ra­pu­ra, fon­da­ta all’i­ni­zio del XIX seco­lo, aprì le sue fila ai mem­bri del­le caste infe­rio­ri. La ter­za divi­sio­ne, la set­ta di Rama­nya è infi­ne un pic­co­lo grup­po moder­ni­sta emer­so nel 19 ° seco­lo. Inol­tre, tra i lai­ci ven­ne­ro isti­tui­ti diver­si grup­pi di rifor­ma. Que­sti grup­pi inclu­do­no l’im­por­tan­te comu­ni­tà di Sar­vo­da­ya, fon­da­ta da AT Ariya­rat­ne. Que­sto grup­po ha isti­tui­to pro­gram­mi di svi­lup­po reli­gio­so, eco­no­mi­co e socia­le che han­no avu­to un impat­to signi­fi­ca­ti­vo sul­la vita sin­ga­le­se.

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Da quan­do lo Sri Lan­ka ha otte­nu­to la sua indi­pen­den­za dagli ingle­si nel 1947, il pae­se è sta­to sem­pre più attrat­to da un con­flit­to tra la mag­gio­ran­za bud­di­sta sin­ga­le­se e la mino­ran­za indù tamil. Alla fine del XX seco­lo que­sto con­flit­to si è tra­sfor­ma­to in una fero­ce guer­ra civi­le. Mol­ti sin­ga­le­si, tra cui un nume­ro signi­fi­ca­ti­vo di mona­ci, han­no stret­ta­men­te asso­cia­to la loro reli­gio­ne bud­di­sta all’a­gen­da poli­ti­ca e alla vio­len­za anti-tamil dei nazio­na­li­sti sin­ga­le­si più mili­tan­ti. Altri lea­der bud­di­sti, tut­ta­via, cer­ca­ro­no di adot­ta­re una posi­zio­ne più mode­ra­ta e di inco­rag­gia­re una solu­zio­ne nego­zia­ta che rista­bi­lis­se il tipo di con­vi­ven­za paci­fi­ca che ave­va carat­te­riz­za­to la poli­ti­ca del­lo Sri Lan­ka attra­ver­so la mag­gior par­te del­la lun­ga sto­ria del­l’i­so­la. Ma un ces­sa­te il fuo­co fir­ma­to nel 2002 non ebbe l’ef­fet­to spe­ra­to e fu abban­do­na­to alcu­ni anni dopo. Le tigri tamil alla fine furo­no scon­fit­te nel 2009.

Sud-est asiatico

I popo­li del sud-est asia­ti­co non sono sta­ti sem­pli­ci satel­li­ti del­le più poten­ti civil­tà india­na e cine­se. Al con­tra­rio, le cul­tu­re nate in que­ste tre vaste aree potreb­be­ro esse­re meglio pen­sa­te come svi­lup­pi alter­na­ti­vi che si sono veri­fi­ca­ti all’in­ter­no di una mag­gio­re civil­tà austroa­sia­ti­ca, a vol­te chia­ma­ta l’A­sia dei mon­so­ni. La tra­smis­sio­ne del bud­di­smo e del­l’in­dui­smo nel sud-est asia­ti­co può quin­di esse­re con­si­de­ra­ta come la dif­fu­sio­ne dei sim­bo­li reli­gio­si dei popo­li austroa­sia­ti­ci più avan­za­ti ad altri grup­pi austroa­sia­ti­ci che con­di­vi­do­no alcu­ni degli stes­si pre­sup­po­sti e tra­di­zio­ni reli­gio­se di base.

Nel sud-est asia­ti­co l’im­pat­to del bud­di­smo è sta­to avver­ti­to in modi mol­to diver­si in tre regio­ni sepa­ra­te. In due di que­sti (la regio­ne del­la Male­sia / Indo­ne­sia e la regio­ne sul­la ter­ra­fer­ma che si esten­de dal Myan­mar al Viet­nam meri­dio­na­le), i col­le­ga­men­ti prin­ci­pa­li sono sta­ti con l’ India e lo Sri Lan­ka attra­ver­so rot­te com­mer­cia­li. In Viet­nam, la ter­za regio­ne, i col­le­ga­men­ti prin­ci­pa­li sono sta­ti con la Cina.

Malesia ed Indonesia

Seb­be­ne alcu­ni stu­dio­si indi­vi­dui­no il Suvar­na­b­hu­mi (“Ter­ra del­l’o­ro”), a cui pre­su­mi­bil­men­te furo­no invia­ti i mis­sio­na­ri di Asho­kan, da qual­che par­te nel­la peni­so­la male­se o in Indo­ne­sia, pro­ba­bil­men­te non si trat­ta di uno stu­dio total­men­te accu­ra­to. E’ cer­to, tut­ta­via, che il bud­di­smo ha rag­giun­to que­ste aree dai pri­mi seco­li del 1 ° mil­len­nio.

Con l’a­iu­to del mona­co Guna­var­man e altri mis­sio­na­ri india­ni, il bud­di­smo han­no pre­so una soli­da posi­zio­ne Java ben pri­ma del 5 ° seco­lo CE . Anche il bud­di­smo fu intro­dot­to in que­sto perio­do­Su­ma­tra e dal VII seco­lo il re di Sri­vi­ja­ya sul­l’i­so­la di Suma­tra era bud­di­sta. Quan­do il viag­gia­to­re cine­se Yijing visi­tò que­sto regno nel 7 ° seco­lo, notò che Hina­ya­na era domi­nan­te nel­la zona ma che c’e­ra­no anche alcu­ni maha­ya­ni­sti. Fu anche nel VII seco­lo che il gran­de stu­dio­so di Nalan­da , Dhar­ma­pa­la , visi­tò l’In­do­ne­sia.

La dina­stia Shai­len­dra , che ha domi­na­to la peni­so­la male­se e una vasta par­te del­l’In­do­ne­sia dal 7 ° al 9 ° seco­lo, ha pro­mos­so le for­me di bud­di­smo Maha­ya­na e Tan­tri­co. Duran­te que­sto perio­do i prin­ci­pa­li monu­men­ti bud­di­sti furo­no eret­ti a Gia­va, inclu­so il mera­vi­glio­so­Bo­ro­bu­dur , che è for­se il più magni­fi­co di tut­ti gli stu­pa bud­di­sti. A par­ti­re dal VII seco­lo, il bud­di­smo Vaj­ra­ya­na si dif­fu­se rapi­da­men­te in tut­ta l’a­rea. reKer­ta­na­ga­ra di Gia­va (regnò 1268–92) era par­ti­co­lar­men­te dedi­ca­to alla pra­ti­ca tan­tri­ca.

Nel­la peni­so­la male­se e l’In­do­ne­sia, come in India, il bud­di­smo pro­gres­si­va­men­te per­so la sua pre­sa duran­te la pri­ma metà del 2 ° mil­len­nio CE . In alcu­ne aree il bud­di­smo è sta­to assi­mi­la­to all’in­dui­smo, for­man­do un amal­ga­ma orien­ta­to all’in­dù che in alcu­ni luo­ghi (ad esem­pio inBa­li ) è per­si­sti­to fino ad oggi. Nel­la mag­gior par­te del­la Male­sia e del­l’In­do­ne­sia, sia l’in­dui­smo che il bud­di­smo sono sta­ti sosti­tui­ti dal­l’I­slam , che rima­ne la reli­gio­ne domi­nan­te nel­la zona. Nel­la moder­na Indo­ne­sia e Male­sia, il bud­di­smo esi­ste come reli­gio­ne viven­te prin­ci­pal­men­te tra la mino­ran­za cine­se, che all’i­ni­zio del XXI seco­lo costi­tui­va cir­ca un quar­to del­la popo­la­zio­ne e fu rico­no­sciu­ta dal­la costi­tu­zio­ne bud­di­sta. C’è anche una pic­co­la comu­ni­tà di bud­di­sti non cine­si con­cen­tra­ta nel­le vici­nan­ze di Boro­bu­dur.

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A partire dal Myanmar al delta del Mekong

Una secon­da area di espan­sio­ne bud­di­sta nel sud-est asia­ti­co si esten­de dal Myan­mar a nord e ad ove­st fino al del­ta del Mekong a sud e ad est. Secon­do le tra­di­zio­ni loca­li di Mon e Bur­man, que­sta è Suvar­na­b­hu­mi, l’a­rea visi­ta­ta dai mis­sio­na­ri del­la cor­te di Asho­kan. È noto che i regni bud­di­sti era­no com­par­si in que­sta regio­ne dai pri­mi seco­li del 1 ° mil­len­nio CE . In Myan­mar eThai­lan­dia , nono­stan­te la pre­sen­za di indù, Maha­ya­na e Vaj­ra­ya­na ele­men­ti, le for­me più hina­ya­na-con­ser­va­to­ri del Bud­di­smo era­no par­ti­co­lar­men­te evi­den­te per tut­to il pri­mo mil­len­nio, CE . Più a est e sud, in quel­lo che è ades­so­La Cam­bo­gia e il Viet­nam meri­dio­na­le, diven­ne­ro pre­va­len­ti varie com­bi­na­zio­ni di indui­smo, bud­di­smo Maha­ya­na e bud­di­smo Vaj­ra­ya­na. Per gran par­te del­la sto­ria diAn­g­kor , il gran­de cen­tro impe­ria­le che gover­nò la Cam­bo­gia e gran par­te del­le aree cir­co­stan­ti per mol­ti seco­li, l’in­dui­smo sem­bra esse­re sta­ta la tra­di­zio­ne pre­fe­ri­ta, alme­no tra le éli­te. Alla fine del XII e all’i­ni­zio del XIII seco­lo, tut­ta­via, il Re bud­di­sta­Ja­ya­var­man VII costruì una nuo­va capi­ta­le chia­ma­ta Ang­kor Thom, domi­na­ta dai monu­men­ti Maha­ya­na e Vaj­ra­ya­na, che rap­pre­sen­ta­no uno dei pun­ti più alti del­l’ar­chi­tet­tu­ra bud­di­sta.

Nel sud-est asia­ti­co, come nel­lo Sri Lan­ka, nell’11 ° seco­lo emer­se un movi­men­to di rifor­ma The­ra­va­da . Attin­gen­do pesan­te­men­te all’e­re­di­tà di The­ra­va­da che era sta­ta pre­ser­va­ta tra i Mon nel sud del Myan­mar, così come alla nuo­va tra­di­zio­ne di rifor­ma del­lo Sri Lan­ka, que­sto risve­glio sta­bi­lì pre­sto la tra­di­zio­ne The­ra­va­da come la più dina­mi­ca in Myan­mar, dove i Bur­man ave­va­no con­qui­sta­to ilLun . Alla fine del 13 ° seco­lo, il movi­men­to si era dif­fu­so in Thai­lan­dia, dove ilI tai­lan­de­si sta­va­no gra­dual­men­te sosti­tuen­do il Mon come popo­la­zio­ne domi­nan­te. Duran­te i suc­ces­si­vi due seco­li, le rifor­me The­ra­va­da pene­tra­ro­no fino alla Cam­bo­gia eLaos .

La pre­mi­nen­za del bud­di­smo The­ra­va­da è con­ti­nua­ta in tut­ta l’a­rea duran­te il resto del perio­do pre­mo­der­no. L’ar­ri­vo del­le poten­ze occi­den­ta­li nel XIX seco­lo por­tò impor­tan­ti cam­bia­men­ti. In Tai­lan­dia, che ha man­te­nu­to la sua indi­pen­den­za, un nuo­vo pro­ces­so di rifor­ma e moder­niz­za­zio­ne gra­dua­le è sta­to gui­da­to da una nuo­va set­ta bud­di­sta, laTham­mayut Nika­ya , fon­da­ta e soste­nu­ta dal­la dina­stia regnan­te Cha­kri . Nel 20 ° seco­lo la rifor­ma e la moder­niz­za­zio­ne sono diven­ta­te più diver­si­fi­ca­te e han­no inte­res­sa­to pra­ti­ca­men­te tut­ti i seg­men­ti del­la comu­ni­tà bud­di­sta thai­lan­de­se.

Due grup­pi bud­di­sti del­la fine del XX seco­lo, San­ti Aso­ke (fon­da­ta nel 1975) e Dham­ma­ka­ya , sono par­ti­co­lar­men­te inte­res­san­ti. San­ti Aso­ke, un grup­po orien­ta­to ver­so lai­ci che sostie­ne una rigi­da disci­pli­na , ret­ti­tu­di­ne mora­le e rifor­me poli­ti­che, è sta­to mol­to in con­tra­sto con la gerar­chia eccle­sia­sti­ca sta­bi­li­ta . Il grup­po Dham­ma­ka­ya ha avu­to mol­to più suc­ces­so nel rac­co­glie­re un gran­de segui­to popo­la­re, ma è anche diven­ta­to mol­to con­tro­ver­so a cau­sa del­le sue pecu­lia­ri pra­ti­che di medi­ta­zio­ne e del­le doman­de riguar­dan­ti la cura dei con­tri­bu­ti finan­zia­ri dei suoi segua­ci.

Negli altri pae­si The­ra­va­da nel sud-est asia­ti­co, il bud­di­smo ha avu­to un momen­to mol­to più dif­fi­ci­le. In Myan­mar, che ha subi­to un lun­go perio­do di domi­nio bri­tan­ni­co, il san­gha e le strut­tu­re del­la socie­tà bud­di­sta sono sta­te gra­ve­men­te inter­rot­te. Sot­to il regi­me mili­ta­re del gene­ra­le Ne Win , isti­tui­to nel 1962, la rifor­ma e la moder­niz­za­zio­ne era­no limi­ta­te in tut­te le aree del­la vita nazio­na­le, com­pre­sa la reli­gio­ne. Con la sop­pres­sio­ne del movi­men­to demo­cra­ti­co alla fine degli anni ’80, i gover­nan­ti mili­ta­ri del pae­se han­no usa­to il loro soste­gno a una for­ma mol­to tra­di­zio­na­le di bud­di­smo per legit­ti­ma­re il loro regi­me alta­men­te repres­si­vo. Tut­ta­via, nel­la secon­da deca­de del 21 ° seco­lo, entram­be le restri­zio­ni gover­na­ti­ve sul lea­der del­l’op­po­si­zio­ne Aung San Suu Kyie le rego­le rela­ti­ve alla par­te­ci­pa­zio­ne poli­ti­ca furo­no allen­ta­te e il futu­ro del bud­di­smo sem­brò desti­na­to al cam­bia­men­to. In Laos e Cam­bo­gia, che han­no subi­to entram­bi un lun­go perio­do di domi­nio fran­ce­se segui­to dal­la deva­sta­zio­ne duran­te la guer­ra del Viet­nam e dal­l’im­po­si­zio­ne vio­len­ta del domi­nio comu­ni­sta, la comu­ni­tà bud­di­sta è sta­ta gra­ve­men­te para­liz­za­ta. A par­ti­re dagli anni ’80, tut­ta­via, mostra­va cre­scen­ti segni di vita e vita­li­tà. In Laos è sta­to rico­no­sciu­to dal gover­no come par­te del patri­mo­nio nazio­na­le, e in Cam­bo­gia è sta­to per­si­no dato lo sta­tus di reli­gio­ne di sta­to.

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Vietnam

Ci sono indi­ca­zio­ni che il Viet­nam è sta­to coin­vol­to nel com­mer­cio marit­ti­mo pre­co­ce tra l’In­dia, Sud-Est asia­ti­co, e in Cina, ed è mol­to pro­ba­bi­le che il Bud­di­smo ha rag­giun­to il pae­se attra­ver­so que­sta via mare vici­no all’i­ni­zio del 1 ° mil­len­nio CE . La par­te set­ten­trio­na­le di quel­lo che è ormai il Viet­nam era sta­ta con­qui­sta­ta dal­l’im­pe­ro cine­se nel 111 AC e rima­se sot­to il domi­nio cine­se fino 939 CE . Le tra­di­zio­ni di Hina­ya­na e Maha­ya­na si dif­fon­do­no nei due sta­ti indiani,Funan (fon­da­ta nel cor­so del 1 ° seco­lo CE ) eCham­pa (fon­da­ta nel 192 D.C. ). Lo svi­lup­po a lun­go ter­mi­ne del bud­di­smo in Viet­nam, tut­ta­via, è sta­to mag­gior­men­te influen­za­to­Zen e Ter­ra Pura tra­di­zio­ni, che sono sta­te intro­dot­te dal­la Cina nel­le sezio­ni set­ten­trio­na­li e cen­tra­li del pae­se a par­ti­re dal 6 ° seco­lo CE .

Il pri­mo dhya­na (Zen; viet­na­mi­ta thien ), o medi­ta­zio­ne, fu intro­dot­to daVi­ni­ta­ru­chi (Vini­ta­ru­ci), un mona­co india­no che era anda­to in Viet­nam dal­la Cina nel 6 ° seco­lo. Nel IX seco­lo fu intro­dot­ta dal mona­co cine­se una scuo­la di “medi­ta­zio­ne a muro“Vo Ngon Thong. Una ter­za gran­de scuo­la Zen fu fon­da­ta nel­l’­XI seco­lo dal mona­co cine­se­Thao Durong. Dal 1414 al 1428 il bud­di­smo in Viet­nam fu per­se­gui­ta­to dai cine­si, che ave­va­no di nuo­vo con­qui­sta­to il pae­se. Tan­tri­smo, Taoi­smo e Con­fu­cia­ne­si­mo anche fil­tra­to in Viet­nam in que­sto momen­to. Anche dopo che i cine­si furo­no respin­ti, una buro­cra­zia simi­le a quel­la cine­se super­vi­sio­nò da vici­no i mona­ste­ri viet­na­mi­ti. Il cle­ro era divi­so tra quel­li che era­no nati e sini­ciz­za­ti e quel­li dei ran­ghi infe­rio­ri che spes­so era­no atti­vi nel­le rivol­te con­ta­di­ne.

Duran­te il perio­do moder­no le tra­di­zio­ni Maha­ya­na nel Viet­nam set­ten­trio­na­le e cen­tra­le han­no con­vis­su­to con le tra­di­zio­ni The­ra­va­da del­la Cam­bo­gia nel sud. Piut­to­sto vaga­men­te uni­ti, i bud­di­sti viet­na­mi­ti sono riu­sci­ti a pre­ser­va­re le loro tra­di­zio­ni duran­te il perio­do del domi­nio colo­nia­le fran­ce­se nel XIX e XX seco­lo. Duran­te la lot­ta tra il Nord e il Sud del Viet­nam negli anni ’60 e nei pri­mi anni ’70, mol­ti bud­di­sti lavo­ra­ro­no per rag­giun­ge­re la pace e la ricon­ci­lia­zio­ne, seb­be­ne riscuo­tes­se­ro scar­so suc­ces­so; per pro­te­sta­re con­tro il regi­me sud-viet­na­mi­ta di Ngo Dinh Diem, alcu­ni mona­ci bud­di­sti si sono rivol­ti all’au­to-immo­la­zio­ne. Sot­to il regi­me comu­ni­sta che gover­na il pae­se riu­ni­to dal 1975, le con­di­zio­ni sono sta­te dif­fi­ci­li, ma il bud­di­smo ha per­si­sti­to. I rap­por­ti dal­la fine degli anni ’80 indi­ca­va­no segni di vita­li­tà nono­stan­te le gra­vi limi­ta­zio­ni del gover­no sul­le atti­vi­tà bud­di­ste.